Deruta

La struttura della cittadina si compone di un nucleo storico e di un ampio settore abitativo e industriale, sviluppatosi in questi ultimi anni parallelamente alla direttrice stradale E45. L’accesso al centro storico si ha mediante tre porte che si aprono lungo la medioevale cinta muraria.
Si entra nel centro storico dalla porta di Sant’Angelo, ai cui lati si notano resti delle mura di cinta.
Poco più avanti sono visibili le strutture di alcune fornaci del Cinquecento.
La fontana a pianta poligonale del 1848 ci accoglie in piazza dei Consoli, che ha forma allungata e ospita i principali edifici pubblici e religiosi.
L’odierno palazzo municipale, al cui interno si trova anche la pinacoteca comunale, è l’antico Palazzo dei Consoli, sobria architettura trecentesca rammodernata nel XVIII secolo lasciando inalterate le bifore ogivali che, con il portale, abbelliscono la facciata. Nell’atrio, reperti archeologici romani e medievali. La torre trecentesca ha bifore in stile romanico.
Attraversando tutta la piazza si arriva in largo S. Francesco  dove si affaccia il complesso francescano, ossia il convento, fondato nel 1008 dai Benedettini (vi morì nel 1264 Papa Urbano IV) e la chiesa di San Francesco, in stile gotico, restaurata e consacrata nel 1388 dopo un terremoto che l’aveva quasi distrutta. Molto bella la facciata della chiesa in pietra arenaria con il portale ogivale e l’elegante rosone in pietra bianca e dorata. All’interno sono conservate tracce di affreschi realizzati tra XIV e XVI secolo. Notevoli l’affresco raffigurante la Vergine e i Santi Francesco e Bernardino, attribuito a Domenico Alfani (1520) e quello di fine Trecento vicino all’altare maggiore, che ha sempre per soggetto la Madonna tra i Santi. Il campanile trecentesco è a bifore ogivali. Nel convento è collocato il Museo regionale della ceramica.
Spostiamoci ora in piazza Benincasa per visitare la chiesa di Sant’Antonio Abate, da poco tornata al suo splendore. Il primo restauro risale al 1493, l’interno accoglie affreschi umbri di Bartolomeo Caporali (Madonna della misericordia, 1480) e del più tardo Giovan Battista Caporali (Episodi della vita di Sant’Antonio Abate). Ben inserita nell’ambiente urbano è anche la chiesa della Madonna delle Piagge (1601) che reca in facciata un pannello in maiolica di Amerigo Lunghi (1929).

Opera tutta particolare, appena fuori il paese, è il santuario della Madonna dei Bagni, costruito a pianta centrale subito dopo l’evento miracoloso del 1657, originato dal ritrovamento di un’immagine della Madonna su un frammento di ceramica, tuttora custodito nell’altare maggiore. La forza della fede si esprime qui in oltre 600 mattonelle votive, realizzate dai ceramisti di Deruta su commissione dei fedeli che hanno ricevuto la grazia. Gli ex voto in maiolica (esempio quasi unico) illustrano disgrazie, malattie, incidenti risoltisi felicemente per l’intervento della Madonna.

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ricette della zona

INGREDIENTI:

Spaghetti 400 g
Pancetta 150 g
Cipolla 1
Aglio 1 spicchio
Maggiorana 1 ciuffo
Pomodori 300 g
Sale q.b.
Pecorino q.b.


PREPARAZIONE:

Tritare la cipolla finemente e soffriggerla con 2 cucchiai di olio, appena la cipolla si ammorbidirà aggiungere la pancetta tagliata a dadini piccoli.
Appena la cipolla apparirà dorata e la pancetta rosolata aggiungere i pomodori privati di pelle e semi. Regolare di sale e proseguire la cottura unendo, 5 minuti prima del termine, la maggiorana tritata.
In una pentola con abbondante acqua salata cuocete gli spaghetti al dente.Versare gli spaghetti scolati nella stessa pentola in cui hanno cotto e condirli con qualche cucchiaio di salsa, poi distribuirli nei piatti individuali, condirli col sugo restante e spolverarli con pecorino grattugiato.


ABBINAMENTO:

Rosso di Montefalco

INGREDIENTI:

1 gobbo
4 uova
300 g di muscolo di vitello o maiale
800 g di pomodori a pezzettini in scatola
100 g di parmigiano grattugiato
1 scamorza poco stagionata facoltativa
1 bicchiere di vino bianco secco
1 cipolla
1 costa di sedano
1 carota
latte o brodo
pangrattato
burro
olio
sale


PREPARAZIONE:

In un tegame scaldate tre cucchiai d’olio e a fuoco molto basso fate imbiondire la cipolla, il sedano e la carota finemente tritati. Mettete la carne nel recipiente e, a fiamma viva, fatela colorire da tutte le parti. Bagnatela con il vino, lasciatelo evaporare, salate e dopo 2-3 minuti aggiungete i pomodori, coprite il tegame parzialmente e cuocete per 1 ora e 30 minuti, aggiungendo latte caldo o brodo ogni tanto, alla fine regolate il sale. Sbollentate il gobbo per 10 minuti, sgocciolatelo, tagliatelo a pezzetti lunghi circa quattro centimetri, passateli nelle uova sbattute e poi nel pangrattato, friggeteli velocemente in olio ben caldo, sgocciolateli e asciugateli su carta assorbente da cucina. Imburrate leggermente il fondo di una pirofila, adagiatevi i pezzetti di gobbo fritti e sopra cospargete il sugo, il parmigiano ed, eventualmente, fettine sottilissime di scamorza. Proseguite a strati fino a esaurimento degli ingredienti. Cuocete in forno caldo a 180-200° per una ventina di minuti o fino a quando sulla superficie si è formata una leggera crosticina. Ritirate, lasciate riposare qualche minuto e servite a tavola.


ABBINAMENTO:

Umbria rosso IGT