Pienza

Pienza è un piccolo paese nel sud della Toscana, nella bellissima Val d'Orcia, che vi consigliamo vivamente di visitare. Si trova a circa 20 chilometri ad est di Montalcino e a pochi chilometri ad ovest di Montepulciano, tra dolci colline e meravigliosi paesaggi naturali. Pienza gode di una posizione strategica in cima ad una collina che domina tutta la Val d'Orcia con una vista straordinaria.
Questo incantevole borgo è conosciuto da tutti come la "città ideale del Rinascimento", creazione del grande umanista Enea Silvio Piccolomini, poi divenuto Papa Pio II. Piccolomini aveva il denaro e l'influenza necessari per trasformare il suo paese natale, l'umile Corsignano, in quella che egli pensava dovesse essere la città utopica, esemplificando i principi e la filosofia dell'epoca classica e del grande Rinascimento italiano. Così, Pienza è diventata davvero un sogno che si è avverato!
Il progetto è stato ideato dall'architetto Bernardo Rossellino sotto la guida del grande umanista Leon Battista Alberti. In soli 3 anni furono completati un gruppo di edifici sorprendenti e armoniosi: il Duomo, il Palazzo Papale o Piccolomini, il Palazzo Comunale e la bella piazza centrale su cui tutti questi edifici si affacciano.

Piazza Pio II ha una forma armoniosa e perfetta che conferisce grande dignità e solennità a tutti gli edifici circostanti costruiti in travertino brillante. Su un lato della piazza si può ammirare un bellissimo pozzo, noto come "pozzo dei cani".
Il Duomo o Cattedrale dell'Assunta ospita pregevoli dipinti dei più rinomati artisti dell'epoca, mentre il campanile ottagonale che sovrasta l'antica cripta con la stessa forma ottagonale punta verso il cielo. Entrambi dominano il paesaggio mentre si guarda Pienza da lontano.  Passeggiando per la chiesa si notano i pavimenti irregolari, le crepe inquietanti che si fanno strada attraverso il lastricato e le piccole lastre di vetro (come vetrini di laboratorio) incollate alle pareti.  Gli architetti non hanno calcolato l'effetto del peso della cattedrale e del suo impatto sulle fondamenta della chiesa e ora la collina su cui è stata costruita comincia a cedere.  Le piccole lastre di vetro sono un modo per controllare lo spostamento della terra e della struttura.....tutto va bene....fino a quando una di esse non si rompe!

L'imponente Palazzo Piccolomini a destra del Duomo ha una fantastica Loggia con un delizioso giardino pensile da cui si gode di panorami unici e mozzafiato sulla Val d'Orcia, da Montalcino al Monte Amiata. Palazzo Piccolomini è stato addirittura utilizzato da Franco Zeffirelli per le riprese di alcune scene del suo famoso e romantico film Romeo e Giulietta, in cui ha rappresentato la location del primo incontro tra i due amanti a casa dei Capuleti.
L'impressione che si ha camminando per le strette vie di Pienza è quella di un insieme estremamente perfetto e proporzionato; un po' come se si stesse ammirando una città rinascimentale raffigurata in un meraviglioso dipinto.

Mentre siete a Pienza, seguite le indicazioni e fate una breve passeggiata lungo il fianco della collina su cui si trova Pienza per raggiungere la Pieve di Corsignano. La chiesa romanica a tre navate ha le sue antiche origini nel VII secolo, ma l'attuale stile romanico è del XII secolo. Mentre la chiesa è relativamente vuota, ogni navata ha un altare e a destra dell'ingresso si può vedere l'originale fonte battesimale dove furono battezzati sia Papa Pio II che il nipote Papa Pio III.
Andate all'ultima colonna a sinistra e date un'occhiata al capitello della colonna: troverete l'incisione di un serpente regolo! È una delle poche raffigurazioni del serpente regolo che è sopravvissuto nella sua forma originale fino ai nostri giorni. Divinità romana, il serpente regolo era ancora conosciuto quando la chiesa fu costruita nel VII secolo e non era necessariamente malvagio, anche se San Gregorio Magno lo definiva il "re dei serpenti".

IL PECORINO DI PIENZA

Il pecorino di Pienza è un formaggio a pasta dura è che viene ottenuto da latte di pecora di razza sarda, poiché in passato i contadini della Sardegna, esperti nella produzione di pecorino, si trasferirono in Toscana con le pecore, tramandando la propria abilità artigianale e facendo divenire questo territorio un punto di riferimento per la produzione casearia.

Le tipologie principali sono due: rosso semistagionato, colorato con succo di pomodoro come rivestimento protettivo, e il pecorino stagionato, che ha la crosta colorata di nero.
Per produrlo si usa il caglio di vitello anziché di capretto, per questo non è piccante come altri tipi di pecorino.
Le forme sono fatte stagionare per almeno 90 giorni in barriques di legno di rovere, che conferiscono al formaggio sentori di vinacce. Se la stagionatura è di 30 giorni il pecorino è definito fresco, è a pasta molle ed è ideale come formaggio da sciogliere oppure cotto alla griglia.
Il pecorino semistagionato (da 2 a 5 mesi) ha un sapore rotondo e la sua crosta è trattata con olio di oliva, mentre quello più stagionato può essere gustato in abbinamento con l’aceto balsamico, del miele o delle confetture, oppure si può grattugiare. Esistono, inoltre, varietà più pregiate come il pecorino nero, dal sapore asciutto e delicato, quello stagionato in orci di terracotta e avvolto in foglie di noce, quello stagionato in una grotta scavata nel tufo. Questo procedimento di stagionatura, che dura 4 mesi, dà al pecorino un aroma inconfondibile, distinto dalle altre tipologie.

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ricette della zona

INGREDIENTI PER PERSONA:

150 g di pecorino di Pienza stagionato in foglie di noce
latte 150 ml
acqua 50 ml
burro 1 noce
Guanciale stagionato di cinta senese 50 gr
Tartufo nero QB


PREPARAZIONE:

Sciogliete il burro a bagnomaria e mettetelo in un pentolino. Versateci il formaggio grattugiato, il latte, il sale e l’acqua lasciando cuocere a fuoco lento e amalgamando di continuo il composto con una frusta fino a portarlo a bollore in modo da evitare il formarsi di grumi.
Una volta ottenuta la consistenza desiderata, che può essere resa più o meno densa a piacere aggiungendo altro latte, versate la crema bollente in un piatto fondo.
Affettare sottilmente il guanciale di cinta senese e cuocere in una padella antiaderente finché non è diventato croccante.
Servire la fonduta guarnendola sopra con il guanciale croccante e il tartufo nero a scaglie


ABBINAMENTO:

Rosso di Montalcino

INGREDIENTI:

320 g di fusilli o altra pasta corta di semola
150 ml di panna da cucina
100 g di pecorino di Pienza stagionato in foglie di noce
una noce di burro
latte q.b.
zafferano in pistilli q.b.


PREPARAZIONE:

Quattro ore prima di procedere alla cottura della pasta, lasciar sciogliere lo zafferano in poca acqua. preparare la fonduta grattando il pecorino, unire la panna e lo zafferano sciolto.
Se troppo denso, aggiungere un poco di latte, regolare di sale e porre su fuoco medio-basso fino a quando si presenta una crema densa aggiungendo una noce di burro, unire altro latte se necessario.
Lessare in abbondante acqua salata la pasta;
Condire la pasta di formato corto con la fonduta così ottenuta, e guarnire il piatto con qualche pistillo di zafferano.


ABBINAMENTO:

Vermentino toscano

INGREDIENTI PER UNO STAMPO DA 20 CM:

260 g Mandorle non pelate
160 g Cedro candito a cubetti
160 g Arancia candita a cubetti
300 g Zucchero
150 g Miele
160 g Farina 00
0,4 g Noce moscata
0,4 g Chiodi di garofano macinati
0,4 g Coriandolo in polvere
2 g Cannella in polvere
10 g Zucchero a velo
1 foglio d’ostia
Zucchero a velo q.b. per spolverizzare la superficie


PREPARAZIONE:

Per preparare il panforte come prima cosa versate in un pentolino lo zucchero e il miele, poi mescolate fino a farlo sciogliere. A questo punto trasferite in una ciotola di pyrex. Unite il cedro candito, l'arancia candita e le mandorle. Mescolate il tutto, quindi incorporate anche la farina continuando a mescolare con un cucchiaio. Non preoccupatevi se l'impasto risulterà troppo tenace, è normale. A questo punto aggiungete il pizzico di cannella, i chiodi di garofano macinati finemente, il coriandolo e la noce moscata in polvere. Mescolate ancora il tutto, a mano se vi resta più comodo, per amalgamare bene gli ingredienti; dovrete lavorarlo piuttosto energicamente. A questo punto imburrate uno stampo a cerniera del diametro di 20 cm e appoggiate il foglio di ostia sul fondo. Poi ritagliate una striscia di carta forno, dello spessore dello stampo e della stessa lunghezza della circonferenza: utilizzatela per rivestire l'intera circonferenza dello stampo.

Rovesciate il composto all'interno dello stampo, poi immergete un cucchiaio in una ciotolina d'acqua e con il dorso livellate la superficie del dolce, continuando a bagnarlo al bisogno: bagnando il cucchiaio non avrete problemi a pressare la superficie del dolce per distribuire l'impasto uniformemente su tutta la teglia.

Spolverizzate il panforte con circa 10 g di zucchero a velo, dovrà risultare perfettamente ricoperto. Cuocete in forno statico preriscaldato a 220° per circa 10 minuti. Trascorso questo tempo sfornate il panforte 24 e lasciatelo intiepidire solo per alcuni minuti; non dovrà essere freddo perché altrimenti non riuscirete a sformarlo.

Dopo di che, sformate il panforte, togliete la carta forno e spolverizzate nuovamente con lo zucchero a velo, prima di servirlo.


ABBINAMENTO:

Moscadello di Montalcino