Cascia

La cittadina, di antica origine, si distende lungo il pendio del colle alla destra del fiume Corno dove sorgeva il borgo medievale. Conserva notevoli opere d’arte ed e’ frequentata per vacanze estive ed invernali, ma soprattutto per il santuario di S. Rita, meta di pellegrinaggi da ogni parte del mondo.

Iniziamo la nostra visita di Cascia in Piazza Garibaldi con la chiesa di San Francesco, di stile gotico, costruita nel XV secolo dal vescovo Antonio Elemosina sui resti di una precedente chiesa e monastero del XIII secolo.
La facciata della chiesa è caratterizzata da un portale sormontato da una lunetta con un affresco quattrocentesco e un rosone del soffitto.
L'interno è a croce latina con stucchi e decorazioni settecentesche, un coro ligneo trecentesco e diversi dipinti e opere come l'"Ascensione" del 1596, attribuita a Niccolò Circignani (detto il "Pomarancio"). Questa fu l'ultima opera del Pomarancio.
Partendo dalla Porta Orientale si arriva alla Chiesa di Sant'Antonio Abate e all'adiacente ex monastero benedettino.
La chiesa fu ricostruita nel XIV-XV secolo, e comprende alcuni affreschi come le "storie del Santo", attribuite al cosiddetto Maestro della Dormitio.

Di eccezionale valore artistico a Cascia è anche il monumentale gruppo ligneo del Tobiolo. La scultura, risalente alla fine del XV secolo, è stata recentemente attribuita a Domenico Indivini (1445-1502), la cui attività fino ad allora si era limitata all'intarsio del coro della chiesa superiore di San Francesco d'Assisi. Nell'ex convento si trova una sequenza di "Scene della Passione di Cristo" nel coro attribuito a Nicola di Ulisse da Siena.

Rientrando a Cascia da Porta Leonina si trova ora la Collegiata di Santa Maria, costruita nel IV-VI secolo e più volte restaurata; tuttavia l'originaria struttura romanica è ancora in parte visibile. La facciata è caratterizzata da un frontone e due portali (XVI-XVII secolo) e l'interno contiene opere di artisti come Nicola di Ulisse, Gaspare e Camillo Angelucci (1540-1585). Un'altra opera importante è la "Madonna del Rosario", di Nicolò Frangipane (XVI secolo), che lavorò in Emilia e negli ultimi anni della sua attività ebbe sede a Cascia, dove dipinse un'altra Madonna del Rosario insieme ai Misteri.

E ora arriviamo a uno dei santuari più famosi d'Italia, quello di Santa Rita di Cascia. La facciata del suo santuario è caratterizzata da un rivestimento in travertino, due campanili e alcuni rilievi ai lati del portale di Eros Pellini (1909-1993), raffiguranti episodi della vita della santa.
Di Santa Rita sono state scritte decine di biografie e studi critici, ma si sa davvero poco della sua vita e solo una piccola quantità di informazioni è storicamente accertata.

Degno di nota è anche "Il Trionfo della Croce", di Silvio Consadori (1909-1994), dipinto nel 1951 e nella Cappella di Santa Rita dove il corpo della santa è conservato in un'urna di vetro. L'abside sinistra della cappella di Santa Rita è stata dipinta da Ferruccio Ferrazzi (1891-1978).

La volta della cappella è dipinta con figure di santi agostiniani da Fermo Taragni (1871-1947) e nella Cappella dell'Assunta sono presenti alcuni affreschi di Gisberto Ceracchini (1899-1982).
Nella Cappella del Sacramento si può ammirare l'Ultima Cena, un affresco di Luigi Filocamo, artista delle vetrate particolarmente apprezzato per le sue opere magistrali.

L'altare presenta una serie di sculture di Giacomo Manzù e il santuario è stato completamente ristrutturato nel 1981 per commemorare il sesto centenario della nascita di Santa Rita.
L'altare, i candelabri, il pulpito, la croce e il tabernacolo sono opere in bronzo dorato di Giacomo Manzù, ovvero Giacomo Manzoni (1908-1991), bergamasco di nascita e protagonista della rinascita dell'arte sacra italiana. Nei pressi della Basilica si trova il Monastero di Santa Rita del XII secolo.

Sulla sommità del colle si trova la chiesa di Sant'Agostino, costruita nel 1059 da Papa Niccolò II. La facciata in stile gotico fu eseguita dai famosi "Maestri Comacini" nel 1380.
Tra i numerosi affreschi ricordiamo la "Madonna della Cintola" di Virgilio Nucci.

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ricette della zona

Gli strascinati di Cascia (o anche sdraginati) sono un tipico piatto umbro. Sono piccoli ritagli di pasta all’uovo che una volta lavorati allungandoli (o "strascinati" come si dice in dialetto) con le dita sulla spianatoia si arricciano.


INGREDIENTI PER 2 PERSONE:

180 g di strascinati secchi
100 g di pancetta affumicata
100 g di salsiccia di maiale
2 uova
1/2 bicchiere di latte o panna
olio
sale
pepe
pecorino grattugiato


PREPARAZIONE:

In una padella rosolare l’olio con la salsiccia sgranata e fatta a tocchetti e la pancetta affumicata a dadini, cuocere per una decina di minuti.
In una ciotola sbattere le uova intere con il sale, il pepe, il pecorino e il latte.
Cuocere gli strascinati in abbondante acqua salata, scolarli e versarli nella padella con la salsiccia e la pancetta, mescolare e versarci dentro il composto di uova, mescolare bene fino a che il composto si è rappreso e servire.


ABBINAMENTO:

Grechetto di Todi