Montefalco

Procedendo verso sud, in provincia di Perugia, tra uliveti e vigneti, sulla cima di una collina, sorge Montefalco. Il paese domina tutta la piana di Spoleto, Assisi e Foligno, dalle pendici del Subappennino ai Monti Martani.
Montefalco, dal 1568, è chiamata la "Ringhiera dell'Umbria" per la sua posizione e la vista spettacolare sulla valle sottostante: è un centro affascinante e tranquillo, racchiuso nelle sue antiche mura, composto da edifici medievali, chiese, opere d'arte e un vino molto speciale, il Sagrantino. Questo piccolo tesoro dell'Umbria è il punto di partenza ideale per i viaggiatori che vogliono scoprire l'incantevole Terra degli Ombrici.

Quando arrivate a Montefalco, sentite subito l'atmosfera medievale. Gli antichi palazzi si trovano lungo la strada principale, poi c'è il centro storico, la piazza principale e le chiese.

Poiché il turismo in Italia è fatto prevalentemente di esplorazioni culturali, si può dire che Montefalco svolge molto bene questa missione, offrendo ai turisti molte cose da vedere e da fare. Ecco alcuni consigli: partendo dalle sue mura medievali interrotte dalle porte di Federico II, Sant'Agostino, Camiano, Rocca e San Leonardo scopriremo che la città è ricca di chiese e palazzi medievali. Importante è il Museo della Chiesa di San Francesco che ospita le storie della vita di San Francesco, i famosi affreschi di Benozzo Gozzoli. Meritano di essere menzionate anche la chiesa di Sant'Agostino con il convento del XIII secolo e la chiesa di Santa Chiara con la Cappella di Santa Croce, affrescata nel 1333. Arrivando alla bella piazza circolare, attraversando Corso Mameli, si possono ammirare il Palazzo del Comune, il Teatro, l'oratorio di Santa Maria e le affascinanti residenze cinquecentesche. Il castello di Montefalco è un altro punto interessante dove l'imperatore tedesco Federico I Barbarossa nominò il conte Monaldo VI di Antignano.

IL SAGRANTINO DI MONTEFALCO

Il sagrantino è un vitigno autoctono, tipico in particolare della zona di Montefalco, con un patrimonio organolettico particolare, che vanta un rilevante contenuto in tannini, ma anche in zuccheri e altre sostanze estrattive. Questo vitigno è molto adatto all’appassimento, perché la buccia particolarmente coriacea dà resistenza all’acino che, nel tempo, può concentrare tutte le sostanze senza marcire.

Il vino Montefalco Sagrantino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi tendenti al granato e all’aranciato con l’affinamento. Il profumo è intenso e persistente, con sentori di more di rovo, prugna, vaniglia, spezie e cuoio. Vino molto longevo ed apprezzabile anche dopo 10-15 anni, elegante, strutturato e di grande personalità, può essere degustato in solitudine, come vino da meditazione, ma salumi umbri, paste con sughi di carne, arrosti di carni rosse, palombacci in salmì, porchetta, polpette alla umbra, piatti al tartufo nero, piccione alla ghiotta, beccacce alla norcina e formaggi stagionati, vengono valorizzati al massimo dalla struttura e dalla ricchezza delle sue caratteristiche gusto-olfattive.

Si ricordano negli ultimi 40 anni le annate 1985, 1990, 1997, 1998, 2005, 2008, 2015, 2016 - dati presi dal consorzio del Sagrantino di Montefalco.

Nella sua versione passita sono esaltati ancor di più i profumi, con sensazioni di frutta matura, frutti di bosco, frutta secca e spezie e, in bocca, un piacevole finale ammandorlato. Si abbina con pasticceria secca con frutta candita, nocciole e mandorle, dolci al cioccolato, la rocciata, dolce tipico della zona, fatto di pasta sfoglia ripiena arrotolato dalla particolare forma di serpente che si prepara da autunno fino a gennaio e in particolare per la festività dei Santi e dei Morti, e con la torta al formaggio pasquale.

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ricette della zona

INGREDIENTI:

1 filetto di maiale
1 mela renetta
1 scalogno
4 cucchiai di zucchero
burro 
vino bianco
Montefalco Sagrantino
1 scorza di limone
rosmarino fresco qb 
olio EVO
2 foglie di salvia fresca
pepe in grani
sale
fecola di patate


PREPARAZIONE:

Tagliare a cubetti la mela sbucciata e caldellarla con lo zucchero e il burro. Unire il vino bianco.
In una pentola a parte scaldare il sagrantino con lo scalogno, precedentemente tritato e con la scorza di limone. Unire il rosmarino e portare il tutto a bollore. A questo punto, unire il burro.
Tagliare la carne a medaglioni e Legarli ognuno separato con lo spago; farli rosolare con burro e olio. Unire rosmarino e salvia, aggiustare di sale e pepe.

Filtrare la salsa al vino e mescolarne una parte con la fecola, quindi rimetterla sul fuoco. Servire i medaglioni con la riduzione di vino e la salsa di mele.


ABBINAMENTO:

Montefalco Sagrantino secco DOCG

INGREDIENTI:

Piccioni
Aglio
Olio
Aceto
Fegatini del piccione
Prosciutto
Limone
Salvia
Rosmarino
Bacche di ginepro
Sale
Pepe


PREPARAZIONE:

Preparate la salsa: in una casseruola possibilmente di coccio versate il vino bianco e il vino rosso, l’aceto e l’olio, quindi aggiungete i fegatini e il prosciutto tritati, il limone sbucciato e tagliato a fettine, gli spicchi d’aglio leggermente schiacciati, la salvia, il rametto di rosmarino, le bacche di ginepro, sale e pepe. Mettete sul fuoco e lasciate in cottura fino a quando il fondo di cottura si è ridotto alla quantità di circa un quarto.

Ritirate, regolate il sale, versate metà salsa nella cosiddetta “leccarda” e l’altra metà tenetela da parte in una salsiera. Spennellate d’olio i volatili, infilateli nello spiedo del forno, sotto disponete la “leccarda” in modo che vi si raccolga il grasso che colerà dai piccioni durante la cottura. Cuocete inizialmente a fuoco allegro, dopo circa 10 minuti abbassate il fuoco e lasciate in cottura i piccioni per circa 1 ora e 15 minuti bagnandoli ogni tanto salsa della leccarda.

A cottura ultimata, tagliate in quarti i piccioni, disponeteli sul piatto da portata, sopra versate la salsa ben calda e serviteli a tavola mettendo su una salsiera il liquido restante.

Si prepara da autunno fino a gennaio e in particolare per la festività dei Santi e dei Morti.


ABBINAMENTO:

Montefalco Sagrantino secco DOCG