Bevagna

Sulle rive del limpido Clitunno, ai piedi di verdi colline impreziosite da filari di viti, Bevagna conserva una suggestiva atmosfera medievale con significativi resti dell’epoca romana, quando era un’importante tappa sulla via Flaminia, e offre lo spettacolo della sua piazza principale, dove due chiese romaniche e il Palazzo dei Consoli si dispongono, come quinte, a formare un palcoscenico teatrale al centro del quale si pongono i visitatori come protagonisti di una sacra rappresentazione.

La città è famosa in Umbria per la produzione di: olio, specialmente da varietà di Moraiolo, Frantoio e Leccino; vino, essendo in pieno territorio di coltivazione del vitigno Sagrantino; porchetta e norcineria in genere, tartufo nero e miele.

IL SAGRANTINO DI MONTEFALCO

Il sagrantino è un vitigno autoctono, tipico in particolare della zona di Montefalco, con un patrimonio organolettico particolare, che vanta un rilevante contenuto in tannini, ma anche in zuccheri e altre sostanze estrattive. Questo vitigno è molto adatto all’appassimento, perché la buccia particolarmente coriacea dà resistenza all’acino che, nel tempo, può concentrare tutte le sostanze senza marcire.

Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi tendenti al granato e all’aranciato con l’affinamento. Il profumo è intenso e persistente, con sentori di more di rovo, prugna, vaniglia, spezie e cuoio. Vino molto longevo ed apprezzabile anche dopo 10-15 anni, elegante, strutturato e di grande personalità, può essere degustato in solitudine, come vino da meditazione, ma salumi umbri, paste con sughi di carne, arrosti di carni rosse, palombacci in salmì, porchetta, polpette alla umbra, piatti al tartufo nero, piccione alla ghiotta, beccacce alla norcina e formaggi stagionati, vengono valorizzati al massimo dalla struttura e dalla ricchezza delle sue caratteristiche gusto-olfattive.

Nella sua versione passita sono esaltati ancor di più i profumi, con sensazioni di frutta matura, frutti di bosco, frutta secca e spezie e, in bocca, un piacevole finale ammandorlato. Si abbina con pasticceria secca con frutta candita, nocciole e mandorle, dolci al cioccolato, la rocciata, dolce tipico della zona, fatto di pasta sfoglia ripiena arrotolato dalla particolare forma di serpente che si prepara da autunno fino a gennaio e in particolare per la festività dei Santi e dei Morti, e con la torta al formaggio pasquale.


ricette della zona

INGREDIENTI:

500 g Bucatini
500 g Polpa di pomodoro
1 bicchiere Sagrantino secco
2 cucchiai Olio extravergine di oliva
50 g Burro
50 g Parmigiano
30 g Pecorino
1 costa di sedano
20 g Pancetta
1 Carota
1 Cipolla
q.b. Sale
q.b. Pepe

 

PREPARAZIONE:

In un tegame far soffriggere nell'olio e burro il sedano finemente tritato, la carota, la cipolla, e la pancetta tagliata a cubetti.
Rosolare il tutto per bene, quindi aggiungere il Sagrantino e il pomodoro precedentemente  passato. Lasciare cuocere per circa 15 minuti.
Caldellare in padella i bucatini cotti al dente e farli insaporire con la salsa.
Servire cospargendo a piacere di formaggio grattugiato.

Abbinare con un Sagrantino di Montefalco secco DOCG