Montalcino

Sui i colli dipinti della Val d’Orcia siede la trecentesca Montalcino, città medievale che rivela subito al visitatore il suo antico impianto militare, solcata com’è da strade strette e ripide. Il territorio che circonda Montalcino è caratterizzato da un fitto manto boschivo inframmezzato dalle tradizionali coltivazioni di viti e olivi, su declivi lungo cui lo sguardo corre per quelle mirabili teorie di colli che hanno contribuito a imprimere la Val d’Orcia nell’immaginario collettivo, insieme al suo vino, il celebre Brunello, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

IL BRUNELLO DI MONTALCINO

Il Brunello di Montalcino, il re delle vigne della zona, è un vino rosso molto apprezzato dagli amanti dell’enogastronomia Italiana.

La sua storia è legata a doppio filo alla famiglia Biondi Santi, che da poco più della metà dell’800 si è completamente dedicata alla coltivazione di un clone di sangiovese, definito “brunello” in questa zona collinare nei pressi di Montalcino.

Rosso rubino intenso tendente al granato, o già preziosamente granato dopo lunghi anni di affinamento (non può essere immesso al consumo prima del 1º gennaio dell'anno successivo al termine di 5 anni calcolati considerando l'annata della vendemmia), dotato di grande consistenza, il Brunello di Montalcino regala un bouquet meraviglioso, con sentori di sottobosco, confetture di frutta rossa, pepe nero e cannella, legno aromatico e liquirizia, in un insieme di ricordi ampi ed eterei. Secco e caldo, morbido ed elegante nella sua componente tannica, sapido e dotato di ottima struttura, lascia a lungo sensazioni gusto-olfattive complesse ed articolate. E’ un vino molto longevo, che in funzione dell’andamento climatico dell’anno, può maturare per oltre 30 anni nelle annate eccezionali (si ricordano negli ultimi 40 anni le annate 1985, 1988, 1990, 1995, 1997, 2004, 2006, 2007, 2010, 2015, 2016 - dati presi dal consorzio del Brunello di Montalcino).

In tavola, crea un connubio indimenticabile se abbinato a piatti molto strutturali e compositi quali le carni rosse, la selvaggina da penna e da pelo, anche accompagnate da funghi e tartufi. Un altro abbinamento ottimale è con i formaggi, e dulcis in fundo è godibile anche come vino da meditazione.